Elaborazione del lutto

Elaborazione del lutto

ELABORAZIONE DEL LUTTO

Perdere una persona cara è una delle esperienze più dolorose che ci si trova ad affrontare nella vita.
Nella nostra cultura il concetto e il pensiero della morte vengono allontanati, come un qualcosa che non fa parte della nostra vita.
La paura della morte è una paura universale, anche se si crede di averla dominata a molti livelli; la scienza medica ad esempio ha fatto molti progressi e questo ha permesso di spostare sempre più lontano il momento in cui ognuno di noi giunge al termine della propria vita.
Queste benefiche scoperte hanno portato con sé il rifiuto della morte e della malattia; talvolta di cerca di esorcizzarla non parlandone, e quando succede un evento luttuoso, che presto o tardi ognuno di noi è destinato a vivere, non si è preparati ad affrontarlo.
L’elaborazione di un lutto è un processo lungo e articolato, ma spesso la realtà che ci circonda non ha la capacità di aspettare, mentre il rispetto di questi tempi è necessario e può prevenire futuri eventuali disagi psico-emotivi.
Non esistono interventi specifici rivolti a persone che stanno vivendo un lutto, se non qualora si presenti una conseguenza di disagio psicologico (es. depressione, …).
Dopo un breve periodo dall’evento luttuoso, la realtà sociale che circonda la persona ritorna alla normalità mentre chi sta ancora soffrendo per la perdita, dopo lo smarrimento e la rabbia per ciò che è successo, vive spesso un senso di solitudine.
In questi momenti è importante avere un sostegno ed un aiuto, ed è per questo che l’Associazione A.M.A. ha deciso di favorire l’attivazione di gruppi a.m.a. in questo ambito.
Il gruppo offre la possibilità alla persona di condividere il proprio dolore, i propri sentimenti e le proprie difficoltà con altre persone che hanno vissuto la stessa esperienza e provano gli stessi sentimenti e lo stesso dolore.
Nel gruppo i partecipanti cercano di rielaborare la propria perdita e di trovare nuove risorse per affrontare momenti di solitudine e sofferenza.
Questo clima di sostegno reciproco e profonda condivisione favorisce l’ascolto e il sostegno, cercando insieme di ritrovare la serenità e la speranza.
Nelle serate della fase formativa i partecipanti hanno la possibilità, fin da subito, di portare la propria esperienza ed i propri vissuti, nel pieno rispetto dei tempi di ognuno e lasciando la libertà di mettersi subito in gioco o aspettare gli incontri successivi. Gli incontri introduttivi sono centrati sui seguenti argomenti:

  1. Noi e la morte: aspetti sociali dell’elaborazione del lutto. In questo incontro si affronta il tema della morte nei suoi aspetti sociali, soffermandosi sui diversi modi e luoghi di morire oggi (sempre più spesso in strutture ospedaliere) rispetto al passato; in ospedale l’accento viene posto maggiormente sull’assistenza e competenza tecnica, sacrificando a volte l’aspetto psicologico e relazionale tra familiari, paziente e personale.
  2. Le diverse reazioni al lutto, in relazione al tipo di morte (se improvvisa o preceduta da una lunga malattia), all’intensità del legame con la persona scomparsa, alle caratteristiche personali di chi sta vivendo il lutto, e ad altri aspetti rilevanti.
  3. Il lutto: un viaggio dentro la vita. Viene affrontato il tema della perdita di una persona cara dal punto di vista psicologico ed emotivo. Dalla nascita alla morte il dolore è una componente essenziale della vita e imparare ad accettarlo fa parte del processo di maturazione di ciascuno. In questo incontro si affrontano le reazioni delle persone colpite da un lutto e le risorse a cui possono accedere, sia interne che esterne, sottolineando in particolare le opportunità e gli stimoli offerti da un gruppo di auto mutuo aiuto.
  4. Il cambiamento: perdere una persona cara comporta, oltre ad una grande sofferenza, anche un cambiamento nelle abitudini e nelle attività quotidiane dei componenti della famiglia. Bisogna imparare ad assumere nuovi ruoli che prima venivano ricoperti dalla persona scomparsa o ad interrompere determinate attività che si effettuavano in relazione al familiare defunto.

L’ESPERIENZA DEL GRUPPO “OLTRE IL BUIO” DI TIONE Nei primi mesi del 2000 l’Associazione A.M.A. delle Valli Giudicarie accoglie la richiesta di un’infermiera del Centro di Salute Mentale della zona interessata ad attivare un gruppo a.m.a. “Oltre il buio”.
Insieme si cerca di capire quali possano essere le esigenze emerse dal territorio e si decide di provare ad attivare questo tipo di gruppo introducendolo con alcuni incontri formativi. Questo permetterà anche di valutare se c’è veramente l’interesse da parte della popolazione a partecipare a questo tipo di esperienza.
Si contattano i vari relatori che dovranno tenere gli incontri e si creano un volantino ed una locandina contenenti le varie informazioni sul gruppo e le date degli incontri.
Per pubblicizzare l’iniziativa si contattano i parroci della zona, figure di riferimento importanti per le persone che stanno vivendo un lutto e si chiede la loro collaborazione nell’informare la popolazione. Stessa modalità viene attuata con i medici di famiglia, anch’essi a stretto contatto con persone che stanno soffrendo per la perdita di una persona cara.
Per poter raggiungere il maggior numero di persone viene inoltre pubblicato un articolo sui giornali locali e si invia il volantino a tutti i servizi sanitari e sociali.
Il gruppo viene attivato con la presenza di cinque nuclei familiari.
Terminati gli incontri introduttivi il gruppo decide di incontrarsi a cadenza quindicinale con la presenza di un facilitatore esterno.
Nei primi mesi di vita nel gruppo si è creato progressivamente un clima sempre più empatico e di confronto reciproco, permettendo così ad ogni partecipante di portare la propria esperienza, i propri vissuti e sentimenti e sentendosi accolto e capito.
La difficoltà principale riscontrata in un gruppo che affronta questo tipo di problematica e riportata dai partecipanti sembra essere l’abbandono frequente del gruppo dovuto alla disagio di veder ogni volta rinnovata la propria sofferenza ed il proprio dolore. E’ importante che il gruppo, una volta superato il momento in cui ognuno sente la necessità di esternare il proprio dolore, offra la possibilità ai partecipanti di trovare, dal reciproco confronto e nel pieno rispetto dei tempi di ognuno, le risorse e la forza per superare la sofferenza e ricominciare a sperare in una vita serena e felice.Elab

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